Romance and (electronic) cigarettes

Fonte: http://quellochelefashionbloggernondicono.blogspot.it/

In questo mondo globalizzato e mutevole dove non esistono certezze e l’essere umano vive alla mercè della precarietà, anche i valori fondanti di un’identità vanno perdendosi. Così accade che un fatto importante come la dipendenza da nicotina assuma forme diverse nel corso degli anni. Il che è una cosa tanto vera quanto disdicevole perché la sigaretta è intoccabile quasi quanto la mamma.

THE BEGINNING
Io e la sigaretta ci conosciamo da sempre perché quella santa donna di mia Madre quando mi aspettava si sfondava di Merit come io oggi mi sfondo di shopping online.
Tuttavia il primo incontro ravvicinato con Madama La Sigaretta avvenne nell’estate fra la seconda e la terza media quando, insieme ad altre 2 decerebrate, decisi di dedicare un’intera giornata alle gioie viziose che la società mi aveva fino a quel momento negato. Quindi facemmo una colletta, comprammo un pacchetto di Marlboro morbide e ce ne fumammo la metà mentre svuotavamo la bottiglia di Jack Daniels del padre assente della decerebrata numero 3 e vedevamo film porno reperiti non so dove.
Al termine di questa giornata altamente formativa decidemmo che la sottoscritta avrebbe tenuto in custodia il Santo Graal (il pacchetto di Marlboro) e che non lo avremmo mai più toccato. Ovviamente nel giro di 3 giorni non solo me l’ero finito ma ero anche diventata amica intima del contrabbandiere vicino casa.

Il primo amore….

A THOUGHT LOVE
Con la guerra in Kosovo, l’improvvisa e dolorosa scomparsa del contrabbando e una paghetta di 10 mila lire il sostentamento del mio tabagismo divenne impresa ardua e dovetti trovare soluzioni di ripiego.
Mentre le mie amiche si bullavano con le Marlboro light io sottraevo furtivamente a Madre le famigerate e temutissime HB, meglio conosciute come CaccaB. Tale nome deriva loro non solo dal vago retrogusto di letame che le caratterizza, ma anche dal potente effetto che esse hanno sulle funzioni intestinali del povero malcapitato che ha l’ardire di fumarle.

CaccaB, se le conosci le eviti
Insomma, un’adolescenza difficile. Ma nulla era tutto ciò rispetto a quello che mi attendeva una volta giunta all’Università. In quel periodo infatti solevo circondarmi di fumatori. Uno di essi – nello specifico colui che poteva vantare l’ambito titolo di “fidanzato ufficiale di Nené Cherie” – pur dichiarandosi “non fumatore” aveva il brutto vizio di fumarsi tutte, ma proprio tutte!, le mie Pall Mall Blu. In pratica, io facevo la cameriera nei pub la sera per comprarmele e lui se le sputtanava durante un’amena conversazione sull’importanza del concetto di decrescita nella società contemporanea.
Giunta alla disperazione e incapace di sostentare l’altrui tabagismo decisi infine di passare al tabacco rollato.
Fu una fase delicata fatta di jastemme nel mentre cercavo di rollarmi sigarette sotto la pioggia, di occhiatacce da parte della polizia municipale e di vecchietti che mi davano a parlare per dirmi che “anche loro durante la guerra”… Tuttavia l’incidenza dello scrocco divenne decisamente sopportabile e io potei fumare con una certa serenità.

Il ripiego….

A BRAND NEW START
Dopo un successivo fidanzato che si fumava pure i pali della luce facendomi venire voglia di smettere, giunsi infine a Coinquilino, il quale sta alla sigaretta come la sottoscritta sta ai logaritmi. Ciò ha implicato l’avvento di un nuovo corso basato su rigide regole di comportamento sanzionate con partacce e multe finanziarie: “non si fuma in casa”, “non si fuma in auto”, “dopo ogni sigaretta mangiati 6 gomme”, “anzi no lavati propri i denti e fa i gargarismi con l’acqua ragia”. Insomma una vita di merda! Così di merda che, presa da sconforto e profondamente bisognevole di assumere nicotina mentre sto sul divano a guardare Mistero, due mesi fa mi sono convertita alla sigaretta elettronica.

E tu?

Al riguardo vorrei dire tante cose sagaci e orribili tenendo fede al mio ruolo di “scassacazzo” patentata, ma non ci riesco perché oggettivamente si tratta di una svolta esistenziale dalla portata enorme.

Iniziamo con i PRO di questa mirabile invenzione. La sigaretta elettronica:
ti permette di fumare al ristorante, a casa, in ufficio, sul gabinetto, in ospedale, in taxi e più in generale quando cavolo ti pare a te. Inoltre, nonostante quello che si dice in giro, fa molto meno male di una sigaretta tradizionale dato che manca il fattore della combustione
non ti fa puzzare come un posacenere, non ti ingiallisce le unghie, non si attacca ai vestiti e soprattutto non consente agli antitabagisti [che poi di solito sono tutti ex fumatori che darebbero un rene per un tiro] di polverizzarti le palle con considerazioni del tipo: “Sai che ti stai uccidendo?” [Ma chi te l’ha chiesto? Ma perché non ti uccidi tu?] oppure “Mi stai avvelenando!” [Aspetta, che allora me ne accendo un’altra] o ancora “Io ho smesso perché tu non trovi la forza?” [Tu perché non ti fai i fatti tuoi invece? Ad esempio lo sai che tieni le corna?]
costa oggettivamente poco. Una volta comprato tutto il fattapposta (che comunque ha un costo contenuto dato che si trovano tranquillamente modelli intorno ai 30 euri) il costo della ricarica è davvero irrisorio (circa 5€ a boccetta) considerando che hanno una durata di circa 1 mese. Tutti soldi risparmiati che vanno direttamente ad alimentare il Fondo “Una Borsa Chanel per Cherie”!
E però ci sono dei CONTRO. La sigaretta elettronica:
abolisce l’amato concetto di “pausa sigaretta”, ovvero quei 5 minuti solo per te e per i criceti che stanno nel tuo cervello a correre felici, in cui cascasse il mondo non vuoi sapere niente di niente. Tutto questo non c’è più perchè la sigaretta elettronica non si consuma e quindi potresti tranquillamente continuare a fumarla per 3 ore consecutive
a volte si spegne perché si è esaurita la batteria. Il modello che uso io (davvero uno dei più scrausi sul mercato) non ti avvisa quando sta per esaurirsi quindi mi ritrovo all’improvviso a succhiare questa specie di penna BIC esanime e mi inviperisco non poco
a volte finisce e ricaricarla può essere un problema. La rete distributiva dei liquidi di ricarica infatti non è proprio capillare e ti può succedere di rimanere a corto. Il consiglio è di individuare il punto vendita a voi più vicino e di fare una bella scorta formato famiglia
Ora, per favore, non iniziate a scrivermi che fumare fa male. Lo so che fumare fa male. Grazie.

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