USA: Cresce l’uso della sigaretta elettronica

USA: Cresce l’uso della sigaretta elettronica

Fonte: http://oltreoceani.blogautore.repubblica.it/tag/e-cigarette/

In un solo anno è raddoppiato il numero di americani che ricorrono alla sigaretta elettronica per combattere il vizio del tabacco. Mentre nel 2010 un fumatore Usa su dieci aveva provato la cosiddetta e-cig nel 2011 a sperimentarla era stato un americano su cinque. Ancora più alte le percentuali fra gli ex fumatori. In questa categoria in un anno si è passati dal 2,5 per cento al 7,4 per cento di persone che hanno totalmente abbandonato la sigaretta di tabacco a favore di quella al vapore.

I dati sono stati resi noti dal CDC, Center for Desease Control, il più importante ente federale per il controllo e la prevenzione delle malattie. “Questi dati mettono in evidenza la necessità di condurre studi più rigorosi sull’uso delle sigarette elettroniche e sul loro impatto”, ha affermato il dottor Tim McAfee del CDC. “Fino a quando non ci saranno controlli più rigidi sarà sempre più difficile rassicurare il pubblico sulla tossicità di questi prodotti”.

Ironicamente quelli che più credono nelle sigarette elettroniche adesso sono proprio i produttori di sigarette tradizionali, fatte di tabacco, catrame e nicotina. Per esempio la Raynolds American Inc, la seconda produttrice americana di sigarette, si è messa a produrre e-cig nell’ambito di un processo di diversificazione dei suoi prodotti. La marca messa in produzione dalla Raynolds in via sperimentale si chiama Vuse. Anche la Lorrillard, gigante americano del tabacco in terza posizione, entra nel mercato delle sigarette elettroniche dopo avere acquisito il marchio Blu Ecig.

Se da una parte è inquietante pensare che siano le stesse aziende che da decenni avvelenano i polmoni della gente a prendere in mano le redini della sigaretta elettronica d’altra parte potrebbe essere proprio questo l’elemento determinante per il futuro della e-cig. Il pubblico continua a domandarsi se è un prodotto che fa male e quali siano le sue vere controindicazioni.

La Food and Drug Administration, l’ente federale che regola la vendita dei farmaci (le e-cig rientrano in questa categoria) continua a tentennare. Sostiene che non sono stati condotti studi sufficienti per dare il suo sigillo di garanzia alla sigaretta elettronica. Dice che oltre a dosi basse di nicotina contiene anche tossine e altre sostanze che possono provocare tumori.

Tutti dubbi legitttimi ma, risponde il pubblico, sembrano essere controindicazioni assai inferiori a quelle delle normali sigarette. Non solo, ci sono numerosi esperti di questo settore che sottolineano che i livelli dei componenti cancerogeni delle e-cig sono pari ad altri prodotti per cercare di smettere di fumare. E dunque perchè fare una battaglia passiva contro le sigarette elettroniche e permettere invece la vendita di gomma da masticare alla nicotina o il cerotto antifumo, anch’esso a base di nicotina.

In questa situazione di incertezza potrebbe essere buona cosa se scendono in campo le multinazionali del tabacco. A loro poco importa cosa la gente fuma, basta che continui a consumare i loro prodotti. E potrebbere essere proprio loro e le potenti lobby che le rappresentano a Washington, a fare pressione sull’FDA affinchè vengano condotti studi consistenti sugli effetti collaterali delle sigarette elettroniche. L’impatto potrebbe essere notevole sui 45 milioni di fumatori americani, la metà dei quali ogni anno cerca di smettere con risultati per lo più deludenti.

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